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Categoria: Il ghiaccio di Mnemosine
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Aneddoti sulle partite mai giocate dall’Hockey Club Bolzano

(di Podlosky)

Il recente episodio che ha visto il rinvio forzato per “epidemia” di una partita dell'HC Bolzano ha solleticato le capacità della nostra titanide Mnemosine. Grazie alla sua potente influenza ci sono tornate alla mente alcune delle innumerevoli partite che pur annunciate e attese dal pubblico, per un motivo o per un’altro, non sono state poi disputate.

Ovviamente buona parte di questi annullamenti sono legati alle condizioni climatiche. Infatti nel periodo in cui le piste ghiacciate erano all’aperto le condizioni meteo influivano molto sulla possibilità di giocare. Se poi pensiamo a quel periodo pioneristico in cui il ghiaccio era addirittura naturale possiamo subito intuire che per giocare oltre all’assenza di perturbazioni ci doveva essere anche la temperatura adatta alla formazione del ghiaccio.

Questo è stato per molti anni, e fino all’Anno Domini 1953 (inaugurazione del Palazzo del ghiaccio di via Roma), un problema per l’HC Bolzano. Non è un caso che i biancorossi siano la più antica società hockeistica sita in una città (quota altimetrica 250 m s.l.m.), con una latitudine così bassa (46° parallelo nord) e che abbiano iniziato la loro attività su ghiaccio naturale. Infatti, in tali condizioni, poter fare attività continuativa su piste di quel genere era davvero molto difficile e solo per questo motivo la nostra amata società dovrebbe vantarsi di un così eroico sforzo.

Quindi è intuibile che nei primi anni di attività il numero di partite giocate e quelle annullate siano state pressoché simili, per questo motivo citeremo solo episodi particolari che possano indurre qualche curiosità nel lettore.

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Saltando il periodo pioneristico a cavallo delle due guerre ci catapultiamo nei primi mesi successivi al termine del secondo conflitto mondiale. Quando la voglia di normalità portò subito al ritorno delle sfide sportive tra città e paesi. Per chiari motivi logistici ed economici tutta l’attività sportiva bolzanese (il termine bolzanino sarà introdotto solo degli anni ’60, ndr) fu riunita nella Polisportiva Alto Adige. Quindi anche l’hockey su ghiaccio riprese a muovere i suoi passi all’interno di questa struttura. I Diavoli Azzurri (nome della sezione hockeistica) cercavano in tutti i modi di trovare avversari per poter disputare incontri. Proprio in una di queste occasioni furono invitati dalla vicina città di Trento per una partita che avrebbe dovuto essere il fulcro di una giornata del ghiaccio in cui si sarebbero avvicendati i migliori pattinatori regionali dell’artistico e in conclusione si sarebbe svolto anche un incontro di hockey su ghiaccio per l’appunto. Gli avversari di turno dovevano essere quelli della Polisportiva di Vipiteno; ma sabato 12 gennaio 1946 quando le due squadre si trovarono di fronte all’ombra del Dòs Trènt dovettero riscontare che la giornata era troppo calda con la presenza di un vento di scirocco che rese il ghiaccio troppo molle per disputare un incontro degno e purtroppo la partita fu annullata. Per la cronaca il Bolzano tornerà a giocare a Trento solo a metà anni 2000 (sabato 27 novembre 2004) per un incontro di campionato contro il SHC Fassa in una occasione di promozione dell’hockey nella città trentina (vittoria HCB per 4:2). Tornado ai Diavoli, questi non intesero darsi per vinti e per la settimana successiva riuscirono a farsi invitare per una partita a Cortina. Ma anche questo incontro purtroppo non fu disputato, questa volta la colpa fu di una abbondante nevicata. O niente o troppo, insomma. Ma gli eroici azzurri bolzanesi insistettero e riuscirono a sette giorni di distanza a scendere finalmente sul ghiaccio. Era domenica 27 gennaio 1946 e sul ghiaccio cortinese poterono incrociare le stecche con i rivali di sempre. Purtroppo non ci fu partita, i bellunesi si imposero con un perentorio 6:0, ma finalmente Bolzano tornava sul ghiaccio.

Ci spostiamo di qualche anno e siamo alla fine del 1948 quando il 25 ottobre si ricostituì, o meglio fuoriuscì dalla polisportiva per tornare indipendente, l’HC Bolzano. Quindi ci voleva una bella partita per inaugurare il nuovo corso sociale. Per l’occasione fu invitata allo Stadio Campiglio l’HC Tofane, la seconda squadra di Cortina. La partita era fissata per domenica 12 dicembre ma il meteo non fu clemente e una forte pioggia non permise l’incontro, che dovette essere rimandato di sette giorni. La settimana successiva l’HCB poté finalmente giocare e regolò gli ampezzani con punteggio assai severo (14:1).

Qualche anno dopo, nel gennaio del 1951, in Italia si trovava in tournée una squadra austriaca che disputava diversi incontri amichevoli. Si trattava degli stiriani del SV Leoben squadra ai vertici dell’hockey austriaco di quegli anni. Allo Stadio dei Piani era tutto pronto quel 3 gennaio per la disputa di un incontro di cartello, ma purtroppo già nel pomeriggio iniziò una nevicata che poi in serata diventerà molto intensa e che metterà in ginocchio tutta la provincia, insomma una di quelle nevicate che si ricordano negli annali come "eccezionali". Ovviamente l’incontro non avrà luogo e purtroppo le due squadre non si incontreranno più (almeno fino ad oggi). È divertente notare che a distanza di soli 20 giorni a Bolzano venne annullata un’altra partita questa volta per ghiaccio molle, quindi per il troppo caldo. A farne le spese sono i bavaresi del EV Tegernsee che dovettero tornare un paio di giorni dopo per poter disputare il loro incontro (2:2 il finale).

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Con l’inaugurazione del Padiglione 1 della Fiera di Bolzano in via Roma i problemi legati al meteo saranno definitivamente superati, ma i rinvii o gli annullanti di incontri purtroppo no. Anche se sempre più rari questi inconvenienti non saranno del tutto cancellati. Tra i più interessanti citiamo quello che avvenne nell’ottobre 1957 quando a Bolzano sono annunciati i campioni di Polonia del Górnik Katowice. La squadra si trovava in tournée in Austria ed era previsto il suo passaggio in città giovedì 31 ma dopo diversi controlli si appurò che i giocatori non possedevano i documenti necessari per entrare in territorio italiano. Ci sarà un piccolo caso internazionale con i polacchi fermi al Brennero e il Bolzano che attraverso i consolati cercherà di ottenere il passaggio della squadra proveniente dalla cortina di ferro in Alto Adige. Purtroppo, dopo diversi giorni di lavoro, non si riuscì ad ottenere il permesso dagli uffici romani e si dovette rinunciare all’incontro. Anche in questo caso le squadre non si incontreranno più, infatti il Górnik Katowice nel 1964 sarà tra le società fondatrici del GKS Katowice.

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Padiglione 1 della Fiera di Bolzano - via Roma (1953)

 

Spostandoci ora negli anni ‘60 e soffermando l’attenzione alle partite in trasferta si nota che il meteo è sempre l’ostacolo maggiore per poter disputare gli incontri, non solo perché la pista ghiacciata diventa impraticabile ma anche semplicemnete per raggiungere il luogo dell’incontro. Tra gli annullamenti illustri vogliamo citare quelli di Coppa delle Alpi come la nevicata che impedì al Bolzano di raggiungere Visp in Svizzera il 2 gennaio 1966. Il viaggio previsto era molto lungo e fu ostacolato a più riprese da forti nevicate che impedirono alla squadra di raggiungere in centro del Canton Vallese. Prendendo a pretesto questo annullamento l’EHC Visp rinuncerà al prosieguo del torneo dato che si sarebbero sovrapposti gli impegni con i tornei nazionali. Altro viaggio difficoltoso che porterà al rinvio di un incontro avvenne nel novembre dello stesso anno. Lunedì 28 il Bolzano raggiunse con difficoltà Jesenice (Jugoslavia) dove giocherà praticamente subito dopo essere sceso dal pullman. Complici anche diverse assenze l’incontro vedrà il netto dominio della squadra locale dell’HK Jesenice che batterà il Bolzano con un netto 13:2. Il calendario di Coppa prevedeva il giorno seguente l’incontro a Klagenfurt ma il Bolzano trovò tutti i passi verso l’Austria chiusi per neve e dovette, molto felicemente, fare ritorno a Bolzano. Proprio mentre la squadra si trovava in queste ambasce la dirigenza bolzanina faceva arrivare a Bolzano l’attaccante canadese Gerry Hudson (un piacevole ritorno) e l’allenatore cecoslovacco Luis Cetkowski per cercare di risolvere le difficoltà riscontrate ad inizio stagione.

Altro particolare episodio di incontro annullato avvenne ancora in un partita di Coppa delle Alpi che si doveva svolgere a Cortina sabato 6 gennaio 1968. In quella occasione la colpa per la mancata disputa del match è da ricercare in una fallace comunicazione tra le società. Infatti il Cortina anticipò l’orario della gara al pomeriggio e gli arbitri, dopo aver atteso per un ora l’arrivo della squadra bolzanina, dovettero sancire il 5:0 a tavolino. Quando in serata il Bolzano si presentò a Cortina ormai non vi era nulla da fare che tornare a casa con una sconfitta.

Per concludere, tra le partite che vanno ricordate nella particolare categoria di “non disputate” forse la più famosa, e che è ricordata per i lunghi strascichi polemici nel periodo successivo all’annullamento, è quella che si doveva disputare al PalaOnda sabato 9 dicembre 1995. Quando era previsto, appunto, l’incontro di Regular Season tra l’HCB e l’HC Milano 24. L’incontro era di cartello, infatti le squadre si presentavano a quell’appuntamento ai primi due posti della classifica con Bolzano avanti di 3 punti (con però una partita in più) quando la vittoria valeva 2 punti ed esisteva ancora il pareggio.

Le tribune del PalaOnda si stavano gremendo in tutti gli ordini di posto e anche il settore ospiti aveva un buon numero di presenze, quando una notizia iniziò a girare tra i tifosi. “Il Milano non viene. La partita non si gioca!” Infatti un fax pervenuto all’ufficio HCB già alle 17.42 recitava:

«Siamo spiacenti di comunicarvi che l’HCM24 non è in grado di partecipare all'incontro di questa sera. Facendo seguito all’incidente occorso in questo pomeriggio, la società aveva tempestivamente provveduto a trovare un bus sostitutivo, sul quale i giocatori si sono rifiutati di salire in stato di shock, venendo meno a quanto richiesto dalla società».

Ma cosa successe veramente? Un pauroso incidente che aveva coinvolto il pullman del Milano aveva sconvolto i giocatori che non vollero ripartire. Ci fu un forte braccio di ferro fra la dirigenza meneghina ed i giocatori. Umberto Quintavalle, il Presidente del Milano 24, già a Bolzano per discutere con il maggiore azionista biancorosso Dieter Knoll il futuro dell' hockey italiano, aveva intimato ai suoi giocatori di salire sul pullman sostitutivo. Ma i rossoblù, capitanati per l’occasione da Zanier e Bartolone, si rifiutarono. Migliaia di persone al PalaOnda rimasero a bocca asciutta e alle 20.30 l’arbitro Ruggero Savaris dopo aver constatato l' assenza dal ghiaccio dei meneghini dovette sancire l’annullamento dell’incontro.

I commenti a caldo, di sponda bolzanina, furono alquanto forti:

Dieter Knoll: «Chiederemo di avere partita vinta per 5 a 0. Non solo, al Milano 24 devono essere infitti punti di penalizzazione ed una squalifica del campo. Inoltre, naturalmente chiederemo un indennizzo finanziario per l' incasso che abbiamo perso. Praticamente era l'unica partita in casa del mese di dicembre, uno dei match più attesi della stagione, avevamo condotto un' ottima prevendita. E tutto è andato in fumo».

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Dopo diverse settimane di forti polemiche la partita fu assegnata al Bolzano con un 5:0 a tavolino, ma il resto delle richieste altoatesine non furono accettate. A fare le spese dello spiacevole episodio fu l'allenatore meneghino Kim Gellert che venne licenziato per ”motivi disciplinari”, dato che si schierò con i giocatori al momento di ripartire verso Bolzano.

HCM24 2

Ci siamo divertiti in questo excursus storico nel ricercare episodi simili a quello occorso all’HCB contro i Red Bull Salisburgo, e come si vede ne abbiamo trovati innumerevoli. D'altronde sono tante e molto particolari le vicende che contraddistinguono la lunga storia dei biancorossi che ormai sono prossimi a festeggiare gli 84 anni di storia. Quindi aspettiamo solo un’altra “scusa” per ricordare altre avventure del nostro amato Hockey Club Bolzano.