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Categoria: Il ghiaccio di Mnemosine
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 La storia della massima competizione europea di hockey su ghiaccio (di Podlosky)

Con il sorteggio avvenuto alla Royal Arena di Copenaghen l’HC Bolzano ha scoperto quali sono le sue nuove avversarie nella prossima Champions Hockey League 2018/19.

Nel torneo che partirà ad agosto, i biancorossi sono stati inseriti nel Gruppo C con:

Il Bolzano è alla sua 16a partecipazione nella massima competizione europea. L’esordio avvenne nell’ottobre del lontano 1973, quando nel primo turno di Coppa Europa si trovò ad incontrare gli ungheresi del Ferencvárosi TC. Da allora gli incontri disputati dall’HCB sono stati 62 con 22 vittorie, 5 pareggi e 35 sconfitte; i biancorossi hanno siglato 98 reti e ne hanno subite 126. A questi numeri vanno aggiunte anche le tre partecipazioni alla IIHF - Continental Cup, il secondo torneo continentale, in cui i bolzanini sono stati impegnati in 15 incontri con il risultato di 10 vittorie e 5 sconfitte (gol segnati 44 - gol subiti 33).

La storia del principale torneo europeo di hockey su ghiaccio è alquanto travagliata, soprattutto negli ultimi anni, proviamo a fare un piccolo excursus storico per capire meglio l’importanza che ha assunto in passato e quanto stia tornando ai fasti di un tempo.

Il primo torneo che ha cercato di far incontrare tra loro le più forti squadre europee è sicuramente la Spengler Cup, che dal 1923 si organizza a Davos in Svizzera. Pur essendo un torneo ad inviti nei suoi primi anni di vita era molto prestigioso vantarne la vittoria. Squadre come IHC Oxford University, Berliner SC, LTC Praha e HC Diavoli Rosso-Neri Milano, che si fregiarono più volte del titolo di vincitori, sono sicuramente da annoverare tra le squadre più forti in quel periodo storico.

Un primo tentativo per la creazione di un torneo più articolato per le squadre europee si ebbe nella stagione 1934/35, quando su iniziativa di alcune federazioni nazionali si creò la Coppa Europa Interclubs.

Il torneo, anch’esso ad inviti, aveva però alla base maggiori interessi economici, infatti si poterono iscrivere solo squadre che potevano disporre di impianti artificiali coperti e che potessero contare su buone affluenze di pubblico. Alla competizione parteciparono dieci squadre che, divise in due gruppi da cinque, s’incontrarono tra loro con partite di andata e ritorno. Le prime due di ogni gruppo in seguito si contenderanno il trofeo continentale affrontandosi in un successivo girone finale, sempre con partite di andata e ritorno. Il primo girone era composto da HC Milano, SC Riessersee (che giocò a Monaco di Baviera), Stade Français di Parigi e le londinesi Streatham e Wembley Lions. Mentre Berliner SC, Français Volants de Paris, LTC Praha, e gli inglesi dei Richmond Hawks e dei Wembley Canadians sono le formazioni del secondo girone.

La classifica finale vide il dominio dello Streatham che finì imbattuto a 10 punti e si laureò campione, la seconda piazza toccò ai Français Volants (7) seguiti da Richmond Hawks (4), ultimi con 3 punti i Wembley Lions.

Dopo solo una stagione, il torneo si trasformò in una sola sfida anglo-francese per poi sparire per le difficoltà organizzative già dopo la sua seconda edizione.

 

Streatham 1935

Lo Streatham campione della Coppa Europa Interclubs 1934/35

 

Dopo questo episodio embrionale bisogna attendere solo il 1965 quando la federazione internazionale LIHG-IIHF ideò un torneo tra le squadre vincitrici dei rispettivi campionati con il nome di IIHF - European Cup, che in italiano si è chiamata Coppa Europa.

Il trofeo dal 1965 al 1977 si svolse con partite ad eliminazione diretta di andata e ritorno compresa la finale. Dal 1978 al 1997 progressivamente si introdussero prima per le sole finali e poi per anche i turni precedenti dei gironi con sede unica dove si svolgevano le partite per il passaggio del turno o per la vittoria finale.

 

 

Il torneo vide il domino della scuola dell’est con le vittorie delle squadre cecoslovacche ZKL Brno (3 titoli) e Poldi Kladno (1), delle sovietiche CSKA Mosca (20) e Krylya Sovetov Mosca (1). Solo dopo la “caduta del muro” riuscirono a laurearsi campioni le squadre scandinave Djurgårdens IF (2), Malmö IF (1), TPS Turtku (1), Jokerit Helsinki (2), mentre il trofeo si chiuse con il ritorno al passato e la vittoria dei russi della Lada Togliatti (1).

 

Jokerit 1995

Jari Kurri, Waltteri Immonen e Teemu Salänne Campioni d’Europa con il Jokerit Helsinki 1994/95

 

Infatti, nella stagione 1996/97 fu introdotto un secondo torneo dal nome IIHF - European Hockey League che invece voleva emulare il nuovo sistema adottato nel calcio nella neonata UCL (UEFA Champions League), con la partecipazione aperta a più squadre dello stesso Paese e non solo ai campioni nazionali. La formula prevedeva gironi da quattro squadre ciascuno, con partite di andata e ritorno. Nella fase successiva le squadre che avevano superato il turno si affrontavano in sfide ad eliminazione diretta di andata e ritorno per arrivare poi ad una Final Four per la conquista del titolo.

Dalla stagione successiva l’EHL (l'anno prima i campioni nazionali non vi partecipavano continuando a disputare la Coppa Europa) sostituì come maggior trofeo continentale la IIHF - European Cup che appunto sparì.

Le stagioni di EHL, come massima competizione, furono 3 dal 1997 al 2000. E con essa si cercò di introdurre le coperture televisive per aumentare il flusso di denaro intorno all'evento ma le sue fortune terminarono presto. Infatti, vi fu una recessione in tutto il panorama hockeistico europeo che portò al disinteresse di molti sponsor per cui il torneo fu cancellato. Le squadre campioni che hanno avuto l’onore di alzare al cielo il Silver Stone Trophy sono i finlandesi del TPS Turku (nell’edizione inaugurale), gli austriaci del VEU Feldkirch e i russi del Metallurg Magnitogorsk (2).

  

 

 I trofei a confronto:

A sinistra il Silver Stone Trophy, disegnato dall’italiano Enzo Bosi, che è stato assegnato ai vincitori della EHL, ECC e nella prima versione della CHL.

A destra il nuovo trofeo della Champions Hockey League che riprende il concetto del''esagono simbolo del torneo.

 

Bisognerà attende ben 5 anni quando nella stagione 2004/05 venne istituita la IIHF – Champions Cup un torneo molto più snello per assegnare il titolo di Campione d’Europa. Grazie all’interesse di sponsor russi si poté organizzare quello che era conosciuto anche con il nome di Super Six, in quanto vi partecipano le squadre vincitrici delle sei migliori leghe nazionali europee secondo il ranking mondiale della IIHF, stilato in base ai risultati delle rispettive rappresentative nazionali durante le ultime 4 edizioni dei Campionati del Mondo e gli ultimi Giochi Olimpici. Per gli altri Paesi era prevista la partecipazione al secondo trofeo continentale: la IIHF - Continental Cup (attiva già dalla stagione 1997/98).

La sede dell’evento fu sempre la città russa di San Pietroburgo, che nel secondo fine settimana di gennaio organizzò per quattro anni appunto la ECC. Il torneo prevedeva sfide tra squadre divise in due gironi da tre compagini ciascuna. Le vincitrici dei due gironi si contendevano il trofeo in una partita di finale.

Le squadre vincitrici della IIHF – Champions Cup furono sempre russe: nell’ordine Avangard Omsk, Dinamo Mosca, Ak Bars Kazan e Metallurg Magnitogorsk.

 

I giocatori del Metallurg Magnitogorsk festeggiano la vittoria nella ECC del 2007/08

 

Dopo 4 edizioni la IIHF – Champions Cup fu sostituita dalla più strutturata IIHF – Champions Hockey League (una nuova versione della vecchia EHL). Con l’occasione delle celebrazioni dei 100 anni della IIHF, la federazione internazionale riuscì ad organizzare nella stagione 2008/09 un torneo ben più articolato con la partecipazione di 14 squadre di 7 Paesi differenti (con l’idea di un aumento progressivo della rappresentanza negli anni a venire). Il torneo era molto ricco, infatti, prevedeva una distribuzione di 16,9 milioni di franchi svizzeri tra le squadre qualificate con un bonus al vincitore di ben 1.000.000 CHF (il più alto premio mai assegnato in una competizione europea di hockey su ghiaccio, ndr). Il trofeo a sorpresa sarà vinto dagli svizzeri del ZSC Lions che batterono in finale il Metallurg Magnitogorsk campione europeo in carica.

La bruciante sconfitta delle squadre russe e la nascita proprio nella stagione 2008/09 della KHL – Kontinental Hockey League con il relativo intento di diventare il principale torneo europeo fece si che sia agli sponsor russi, principali patrocinatori della CHL, che l’interesse delle stesse squadre dell'est scemasse facendo così terminare, dopo solo un’edizione, il torneo.

Per una migliore comprensione di come le dinamiche europee siano cambiate negli ultimi anni è importante sottolineare come dalla stagione 2006/07 le principali squadre di Svezia e Finlandia iniziarono ad organizzare un torneo estivo, il Nordic Trophy, per creare un sorta di collegamento alle amichevoli che di solito facevano cercando di attirare un po’ di pubblico ed interesse. Anche se le formule erano non del tutto equilibrate, riuscirono dopo 4 edizioni a trasformare il torneo nel European Trophy ampliando la partecipazioni a squadre dell’Europa Centrale. La partecipazione passò da 18 compagini nel primo anno a 32 nella quarta ed ultima edizione nell’estate del 2013. Anche questa versione del torneo aveva delle finalità di allenamento e i metodi di assegnazione del titolo erano alquanto bizzarri e poco “istituzionali”. Ma questo sempre maggiore interesse fece in modo che la federazione internazionale riuscì a coinvolgere le squadre per ricreare la Champions Hockey League dalla stagione 2014/15. Infatti, con una formula che prevedeva una maggiore partecipazione delle società alla gestione del torneo, la IIHF dopo ben 6 anni convinse i club a riportare in auge il titolo continentale.

Inizialmente la nuova CHL vide ai nastri di partenza 44 squadre (11 gironi da 4 squadre) di cui 26 avevano il diritto di partecipazione come squadre fondatrici, mentre le altre vantavano un titolo sportivo. Questo tipo di formula premise alla IIHF una crescita continua del torneo, infatti, i due anni successivi erano ben 48 le squadre ai nastri di partenza divise in 16 gironi da tre compagini ciascuna. L’idea iniziale di coinvolgere anche le formazioni russe naufragò quasi subito dato che la KHL, in continua espansione, ha come finalità quella di sostituirsi al torneo continentale.

Dalla stagione 2017/18 finalmente il sistema della CHL prende piede, rinunciando ai criteri delle licenze creando di fatto un torneo basato sui soli meriti sportivi. Dalla scorsa stagione sono 32 le squadre partecipanti e la formula prevede 8 gironi di quattro squadre ciascuno con partite di andata e ritorno. Le prime due di ogni girone accedono alla fase ad eliminazione diretta con ottavi, quarti e semifinali con il doppio confronto ed invece la finale si disputa in gara unica.

Da come si evince dalla sua nascita, la nuova Champions Hockey League si basa sull’asse Stoccolma – Helsinki come rapporti di potere ed organizzativi. Non è un caso questi due Paesi hanno ben 5 squadre ciascuna a rappresentarli e per ora sono gli unici ad essere riusciti a vincere il trofeo. Le squadre campioni delle ultime quattro stagioni sono le svedesi Luleå HF e Frölunda HC (2) e i finlandesi del JYP Jyväskylä.

 

 Gli ultimi vincitori della CHL: i finlandesi del JYP Jyväskylä.

 

Di seguito si riportano le tabelle riassuntive della storia della maggiore competizione europea targata IIHF e i risultati delle squadre italiane impegnate.

 

 

L’albo d’oro dei Campioni d’Europa - IIHF