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Categoria: A TU per TU con ...
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Proseguiamo con la 3ª proposta della rubrica “A tu per tu con...”. Un incontro/intervista con personaggi che incontriamo al PalaOnda e che dedicano tempo e passione per i colori biancorossi.

È la volta di Luca Tommasini, giornalista, Press e Media Manager del HCB Alto Adige Alperia. 

 

HCBfans: Ciao Luca, ormai al Palaonda tutti i tifosi ti conoscono, sanno chi sei e quanto sei impegnato ma credo farebbe loro piacere anche conoscere qualcos’altro più di te. Ci fai una tua personale “anamnesi”?

 

L.: Intanto vi ringrazio per questa bella intervista. Che dire, subito una domanda difficile! La mia passione per l’hockey è nata quand’ero piccolo. All’età di 7 anni ho iniziato a giocare nelle giovanili dell’HC Bolzano, salvo poi mollare dopo pochi anni per le difficoltà nell’organizzarmi: naturalmente erano i miei genitori che dovevano portarmi ogni volta al PalaOnda e tante volte gli allenamenti venivano organizzati all’ultimo secondo. Spesso mio padre mi portava allo stadio e ricordo un aneddoto, quando durante il pranzo della mia prima Comunione a San Genesio incontrai capitan Robert Oberrauch. Ci misi un po’ a vincere il tipico imbarazzo da bambino, poi andai a parlargli, fu molto gentile e mi firmò un autografo. Negli anni poi ho deciso di passare “dall’altra parte della barricata”. Luca 12 Ho sempre avuto la passione per il giornalismo e da semplice tifoso ho deciso di voler provare a raccontare di questo sport. Mentre facevo le mie prime esperienze giornalistiche, ho iniziato parallelamente a scrivere di hockey su una testata online, poi è arrivata la radio con “Tutto l’hockey minuto per minuto”, le amicizie con Thomas Laconi e Michele Bolognini, ho iniziato ad entrare nell’ambiente societario fino ad arrivare ad oggi: occuparmi dell’immagine pubblica dell’HCB, anche tramite i social networks, è un grandissimo onore e darò sempre anima e cuore per questo lavoro e questa grande passione.

 

HCBfans: Hai pubblicato un bellissimo post sul tuo profilo facebook (con tanto di foto) scrivendo: "Il Bolzano ha sempre fatto parte della mia vita. 84E6B4A7 4B4D 47E7 8755 67FDD18A823F Al liceo fantasticavo sul lavoro dei miei sogni, scrivendo "finti" comunicati sulle partite."  Cos'è per te l'HC Bolzano? Fare il responsabile stampa e social media dell'HCB era proprio il tuo segno nel cassetto?

L.: Come detto prima, sì. Fin dal liceo scrivevo dei finti comunicati stampa in merito alla partita vista il giorno prima. Il mio sogno era proprio quello, diventare un giornalista sportivo e farlo per la squadra che amo. Non mi aspettavo che avrei realizzato questo sogno così presto, ma sono felicissimo sia andata così. Cos’è per me l’HC Bolzano? Avete presente quando senti quella bellissima sensazione allo stomaco pensando al profumo del ghiaccio, al suono delle lame in pista, al tifo della curva, all’emozione di un goal, alle lacrime per una vittoria o per una delusione? Il Bolzano è questo.  È un amore viscerale. È come vivere in una grande famiglia. E pensare “che stagione lunga, finalmente è finita, mi godo le ferie”, ma dopo nemmeno un giorno sentire già la mancanza di tutto e contare i giorni alla nuova stagione. L’hockey è uno sport meraviglioso sotto tutti i punti di vista, avere la fortuna di poter tifare (e nel mio caso lavorare per) la squadra della tua città, in cui sei nato è cresciuto, non ha paragoni.

 

HCBfans: Raccontaci il tuo lavoro nei giorni delle partite? Cambia molto tra partite in casa ed in trasferta? 

L.: La giornata inizia con il banner “pregame” da pubblicare sui social. Dopodiché ovviamente dipende se la partita è in casa o in trasferta. Durante il giorno preparo sempre le grafiche per la radiocronaca, poi al Palaonda devi essere operativo circa tre ore prima del match per tutte le operazioni di rito. Poi la partita, la radio, gli aggiornamenti sui social, le interviste, il montaggio delle stesse e la pubblicazione. Difficilmente esco prima di mezzanotte dallo stadio, è tutto un po’ caotico. Per le partite in trasferta non cambia molto, se faccio le radiocronache tramite un sistema di live streaming dedicato agli uffici stampa. Se affronto le trasferte con la squadra, invece, naturalmente seguo tutto l’iter dei ragazzi. Le cose cambiano soprattutto ai playoffs, quando fioccano le richieste d’accredito da parte di svariati giornalisti: non è sempre facile trovare una postazione per tutti.

 

HCBfans: In trasferta poi credo che le cose si complichino un pochino con le tue radiocronache. Ad Innsbruck la scorsa stagione ti ho visto improvvisare un collegamento col tuo cellulare. Immagino non sia sempre facile. Ci racconti qualcosa del tuo lavoro di radiocronista? Fai sembrare tutto facile ma credo non lo sia. EA9C64E9 F48B 4B13 90CA 0ABA02B05648

 L.: Il lavoro da radiocronista è la parte che amo di più del mio lavoro. Da bambino facevo le telecronache delle partite che giocavo alla Playstation, quindi è già un sogno poterlo fare davvero. In radio non puoi avere un minimo di pausa, perché giustamente l’ascoltatore non vede la partita e devi fare il meglio per fargliela immaginare. Ho introdotto il live su Facebook perché posso dare modo a chi ci segue di avere davanti agli occhi una grafica con il risultato e i marcatori e soprattutto di poter interagire con me e con Thomas Laconi, che mi dà sempre una mano per farmi rifiatare. Diciamo che negli anni ho lasciato un po’ da parte la “professionalità” per dedicarmi a una radiocronaca puramente emozionale: in fondo è la web radio societaria e per fortuna non devo aver paura ad esultare smodatamente per un goal, soprattutto in fasi calde come quelle dei playoffs. Molti si sorprendono, perché normalmente sono un tipo piuttosto pacato, ma in radio mi trasformo e non trattengo l’emozionalità. Per quanto riguarda le complicazioni: non nego che spesso debba avere a che fare con problemi tecnici di varia natura, visto che tutto viene gestito dal mio povero computer che prima o poi farà una fine orribile. In qualche modo però si riesce sempre a risolvere, cerco di essere pronto a tutto, fino a fare una radiocronaca dal cellulare in diretta Facebook come un paio di anni fa a Innsbruck: non potevo far vedere la partita e tenevo il cellulare appoggiato sul tavolo in modo da fare sentire la mia voce, Michele Bolognini mi aveva aiutato in questa impresa mentre io cercavo di risolvere, ma leggevo la chat e il consenso era stato ampio. È nata proprio lì l’idea di fare la radio live su Facebook, quindi non tutti i mali vengono per nuocere.

 

HCBfans: Come responsabile dei media nazionali ed esteri avrai senza dubbio un mucchio di contatti e di esperienze fatte. Qual è la richiesta più curiosa che ti è stata fatta?

L.: Di richieste ne ho ricevute tante, ma bene o male rientrano nel normale campo giornalistico. È curioso piuttosto che durante i playoffs spuntino presunti giornalisti di testate sconosciute o semi-inventate, che pretendono ovviamente un biglietto: inutile dire che la stragrande maggioranza di loro non riceve l’accredito.

 

HCBfans: Col tuo lavoro sei chiaramente informato di tutto quello che riguarda la società compresa la campagna acquisti ad ogni inizio di stagione. È stata tua l’idea del “bottodelleotto”? Come fai a tenere tutto segreto sino all’ora fatidica?

L.: L’idea del #bottodelle8 è nata un paio di anni fa mentre chiacchieravo con il nostro grafico, Daniele Nettl. Un hashtag diventato clamorosamente di tendenza, direi. Tenere tutto segreto fino all’ora fatica per quanto mi riguarda non è difficile, sono sicuro di essere muto come un pesce e rivelo il nome soltanto qualche ora prima ai giornalisti che devono preparare il pezzo. Il problema è che in qualche modo sembra che le informazioni escano sempre…o quasi. Leland Irving, ad esempio, è stato un bel botto e nonostante abbia messo un video di “preparazione” su Facebook, ho notato che il suo nome non è (quasi) mai comparso tra le ipotesi.

 

HCBfans: Uno degli appuntamenti più importanti per la società credo sia il Media Day, al quale anche HCBfans fa avuto l'onere di essere chiamato a pertecipare per presentare le proprie attività. Ovviamente la preparazione e messa a punto gravita sulle tue spalle. Quanto è importante e quanto prima ci cominci a lavorare per organizzarlo? 28865034 CCE5 4E7E 8C68 E908CD0555BF

L.: Inizio a lavorare al Media Day circa un mese prima. È importante perché è il momento in cui ci presentiamo alla stampa e in seconda battuta ai tifosi, cerco sempre di fare in modo che tutto funzioni alla perfezione e che quanto comunicato sia il più esaustivo possibile. È un momento importante anche per gli sponsor principali, che per noi sono di vitale importanza.

 

HCBfans: Parlando di hockey giocato l'ultima è stata una stagione incredibile, cosa hai pensato durante lo spareggio di gara sette, in particolare negli ultimi due minuti e poi quando è suonata la sirena? 

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L.: Vi racconto un aneddoto, che in pochi sanno. Vista la concomitanza della diretta televisiva, non stavo facendo la radiocronaca. Quando il Salisburgo ha segnato l’1-3 la tensione ha preso il sopravvento e sono dovuto uscire dallo stadio per prendere una boccata d’aria. Appena uscito, ho visto il gol del 2-3 sul maxischermo installato fuori. Mi sono allontanato di pochi metri, ho fatto un respiro e sono rientrato per i minuti finali. L’ansia vissuta in quei momenti la conoscete bene anche voi, al suono della sirena mi sono catapultato sul ghiaccio, condividendo la gioia con i ragazzi e scoppiando in inevitabili lacrime di gioia. Mi sono seduto sul ghiaccio, vicino al fisio Alex Bressanutti: eravamo increduli di fronte alla grandezza di quello che era appena accaduto. In questa vittoria c’era tanto, sofferenza, sacrificio, momenti bui e rinascite. Una storia che non poteva avere altro finale, un successo che non avrà mai eguali per come è maturato. E poi il ritorno con centinaia di tifosi ad aspettare la squadra alle 4 del mattino e ancora piazza Walther gremita. Insomma, ho la pelle d’oca solo a ripensarci.

 

HCBfans: È vero che con Vanna Antonello siete passati alla follia pura per quanto riguarda i gesti scaramantici nei playoff? Visto che è andato tutto bene, ci puoi raccontare questa follia? Luca 2

 

L.: Gesti scaramantici ne ho e abbiamo avuti a bizzeffe. Dal semplice vestirsi allo stesso modo, a cambiare colore del braccialetto elettronico, al fermarsi alla stessa area di servizio e a postare sempre la stessa foto su Facebook. Con Vanna andando a Vienna abbiamo deciso di fermarci al Burger King per pranzo, invece che al McDonald’s come in gara 1. Un pranzo ignobile, ma almeno è servito! E poi la foto di rito sempre con Vanna alla fine di ogni serie: abbiamo avuto la fortuna di farne tante…fino all’ultima, Salisburgo, il 20 aprile.

 

HCBfans: E poi le trasferte con Hugo Widmann e Vanna Antonello con la Foxesmobile. Qualcosa abbiamo letto su Facebook. Ci puoi raccontare qualche aneddoto? Luca 11

 

L.: L’aneddoto principale resta quello della “Contessa” Vanna. Il resto sono cose che devono restare dentro la Foxesmobile…anche se Vanna tanto stava dormendo, quindi sicuro non ha sentito nulla ? ? scherzi a parte, due ottimi compagni di viaggio: e per fortuna, perché le trasferte ai playoffs non sono state poche! 

 

HCBfans: Ma quanto è stato bello, a stagione conclusa, poter andare ad assistere al sorteggio di CHL a Copenhagen? Raccontaci le tue impressioni. Luca 5

L.: Meraviglioso, prima di tutto perché Copenhagen è una città davvero splendida ed è stato fantastico poterla visitare qualche giorno e abbinarci anche Canada-Russia dei Mondiali. Bellissima esperienza. Per quanto riguarda il sorteggio, è bello essere nell’elite dell’hockey europeo, vivere una cerimonia così “ufficiale” tanto lontana dagli standard “italiani”, diciamo così. E poi è una bella soddisfazione vedere Greg Poss, coach del Salzburg, venire a farti i complimenti per la vittoria del campionato. Molto sportivo lui, certo…ma è sempre una grande goduria 

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HCBfans: Con Laconi e Bolognini c'è una grande intesa. Come è nata? e chi dei due è più simpatico?

 L.: A Thomas e Michele devo tantissimo. È  grazie a loro se sono riuscito a inserirmi nel mondo dell’hockey partendo con la radio e “Tutto l’hockey minuto per minuto” ed è da loro che ho imparato tante cose. Non finirò mai di ringraziarli. Naturalmente poi ne sono nate belle amicizie anche extra-lavorative. Come me, mettono la passione per il Bolzano e per l’hockey in quello che fanno.

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E la comunicazione è stata fondamentale per far tornare questo sport nelle teste e nel cuore dei bolzanini e sarà importantissima anche negli anni a venire. Poi che dire, Thomas è la spalla di radiocronaca a cui non rinuncerei mai.

 

HCBfans: Cosa pensi di HCBfans? Ogni tanto ti diamo qualche spunto? Cosa vorresti che migliorassimo o facessimo di nuovo?

 L.: Siete fantastici ragazzi ? il vostro sostegno alla società su più fronti è encomiabile, così come è sempre un piacere collaborare con voi per le varie iniziative. Ottima e riuscitissima l’idea del “Premio Combattività” (con il tempo magari estenderei la votazione a tutti i tifosi), così come quella del concorso fotografico estivo.

 

HCBfans: I tre miti di tutti i tempi dello sport. E quali sport segui oltre all'hockey?

L.: Intanto ne dico due: Jaromir Jagr e Michael Jordan. Il primo perché, da tifoso dei Pittsburgh Penguins, è un giocatore che ho sempre ammirato e che ha segnato non una, ma persino due generazioni. Un monumento dell’hockey mondiale. Il secondo perché ha letteralmente segnato un’epoca ed è una cosa che a pochi riesce.

Seguo (ormai marginalmente) anche il calcio, definito (giustamente) “sport minore”: da tifoso juventino la mia infanzia è stata nel nome di Alessandro Del Piero, quindi è lui il mio terzo, personale nome. Mi piace moltissimo anche la pallavolo, sport che ho praticato per 7 anni. Giocatore preferito? Lo Zar, Ivan Zaytsev.

 

 HCBfans: Hobby (sempre se ti avanza tempo)?

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L.: Tempo? Cos’è? Scherzi a parte, mi piace passare il tempo libero con la mia compagna, che sposerò a giugno dell’anno prossimo: viviamo insieme da qualche anno e viene dalla Val di Sole, quindi prima non aveva mai visto una partita di hockey.  Beh, inutile dire che adesso è una tifosa sfegatata ed è bellissimo poter condividere questa passione con lei. Colgo l’occasione anche per ringraziarla, perché stare dietro ai miei tempi e ai miei impegni non è per nulla facile. Poi adoro stare con gli amici, anche semplicemente stando a casa davanti a una pizza oppure in qualche locale a bere una birra. Non sono un “festaiolo” da discoteca, diciamo. Mi basta poco per rilassarmi e divertirmi. Mi piace la montagna, d’inverno vado spesso a giocare a squash e poi, ogni tanto, una partita alla Playstation non me la faccio mancare, per staccare un po’. 

 

HCBfans: Stiamo per iniziare una nuova stagione ed oltre alla squadra anche il PalaOnda cambierà aspetto col nuovo tabellone elettronico. Ci puoi dare qualche anticipazione sul suo funzionamento e sulle sue potenzialità?

L.: Posso dare ancora poche anticipazioni perché, fino a quando non sarà montato, non voglio sbilanciarmi su cosa potremo e su cosa non potremo fare. Senza dubbio sarà una grande novità: video, impianto audio nuovo e giochi di luce. Se tutto funzionerà al meglio, preparatevi a vedere un bello spettacolo. 

 

Ringraziamo Luca a nome di tutti i frequentatori e lettori della pagina Facebook e del sito di HCBfans. Da parte nostra non resta che darvi appuntamento alla prossima occasione. Ci piacerebbe sapere se questa nuova proposta ė di vostro gradimento e magari chi vorreste che venisse intervistato prossimamente e se vi andrebbe, eventualmente, di mandarci le vostre domande da sottoporre al prossimo ospite della rubrica.


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